Parco dell'Etna

Ambiente e Natura, Luoghi naturalistici e riserve

Il Parco dell’Etna si estende per 59.000 ettari in un ambiente naturale unico: lo straordinario paesaggio che circonda il vulcano attivo più alto d’Europa, è diventato, da giugno 2013, Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

La vicinanza con la città di Catania e con l’autostrada A18 Messina-Catania consente facili collegamenti al Parco. I centri abitati che gli fanno da corona (Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Castiglione di Sicilia, Giarre, Linguaglossa, Maletto, Mascali, Milo, Nicolosi, Pedara, Piedimonte Etneo, Ragalna, Randazzo, Sant’Alfio, Santa Maria di Licodia, Trecastagni, Viagrande, Zafferana Etnea) sono collegati con Catania e fra di loro.

Nell’area sommitale, a 3,326 m s.l.m, si trovano i quattro crateri principali raggiungibili in due modi: recarsi presso il luogo di raduno dove si sarà accompagnati da guide autorizzate; salire con i mezzi della funivia sino ai 2.900 m s.l.m. (Torre del Filosofo).

Nel periodo invernale, il vulcano regala la possibilità di muoversi in un contesto quasi “alpino”, pur continuando a vedere il mare.
Da qui nasce la necessità di utilizzare durante le escursioni, le ciaspole o gli sci da fondo, gli sci d’alpinismo, i ramponi e la piccozza.

ITINERARI E SENTIERI

Trekking nel Parco dell’Etna

Nel territorio del Parco sono fruibili una serie di sentieri che vi porteranno alla scoperta dell'Etna,
sentieri con varia difficoltà e con diversi tempi di percorrenza. Qui sotto una selezione di percorsi con approfondimento sul sito del Parco dell'Etna e mappa interattiva.

782 / Monte Nero degli Zappini

È stato il primo sentiero natura realizzato in Sicilia (a metà del 1991) e ad oggi rimane uno dei sentieri più frequentati nel territorio del Parco dell’Etna, la cui denominazione deriva dal termine dialettale siciliano utilizzato per indicare gli alberi di pino. Il percorso, che non presenta particolari difficoltà, si snoda a partire dal pianoro ad ovest di Monte Vetore (1823 m s.l.m.), a breve distanza dal Grande Albergo dell’Etna. Attraversa campi lavici antichi e recenti (1985 – 2001), grotte di scorrimento lavico, hornitos, pietre “cannone” (sarcofago di lava solidificata attorno ad un tronco d’albero), formazioni boschive, imponenti pini di eccezionale bellezza, raggiungendo il Giardino Botanico Nuova Gussonea. Quest’ultimo realizzato dall’Università di Catania e dalla Forestale regionale, rappresenta un importantissimo luogo di studio dove sono stati ricreati tutti i principali ambienti che caratterizzano il territorio etneo e dove è possibile osservare tutte le specie vegetali dell’Etna. Da qui, percorrendo un tratto di strada asfaltata, si raggiunge il punto di partenza, completando così il percorso ad anello. Il sentiero, che si sviluppa interamente all’interno del demanio forestale presenta al suo interno diversi punti di osservazione, ad ognuno dei quali corrispondono particolari peculiarità offrendo al visitatore uno spaccato molto significativo dell’ambiente naturale dell’Etna. È consigliabile percorrere il sentiero nelle stagioni primaverili e autunnali, preferendole all’estate, troppo calda, e all’inverno spesso caratterizzato da nevicate improvvise.

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713 / Monte La Nave

Il sentiero 713, così come il 712, parte nei pressi della Strada Statale 284, grazie alla quale è possibile risalire verso le zone medie del Vulcano costeggiando Monte La Nave (1200 m s.l.m.) e proseguendo fino ad incontrare il limite del Demanio Forestale, superando un dislivello di circa 250 metri ed un percorso di circa 2,3 km fino alla Pista Altomontana. Poco prima di introdursi in essa, a quota 1438 m s.l.m., sorge il Rifugio Casa Nave, di proprietà dell’Azienda Foreste Demaniali. Il percorso è prevalentemente ombreggiato da querceti costituiti da diverse specie. In prossimità di Monte La Nave si sviluppa il bosco di Maletto caratterizzato dalla presenza di una lecceta tra le più preservate del territorio. Tale zona presenta le caratteristiche idonee per farla rientrare all’interno della buffer zone Unesco. In prossimità della sbarra è presente anche un’area attrezzata che garantisce agli escursionisti un momento per rifocillarsi. Proseguendo è possibile incontrare anche una faggeta particolarmente suggestiva per i colori che assume durante i periodi autunnali, che rende l’escursione unica nel suo genere per la peculiarità dei paesaggi osservati.

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702 / Pista ai Crateri Sommitali

Il percorso si sviluppa su una strada sterrata percorribile da mezzi fuoristrada forniti da specifiche autorizzazioni. Esso inizia nei pressi della stazione della Funivia dell’Etna a quota 1910 m s.l.m. e consente di circuire la zona sommitale ad una quota di circa 3000 m s.l.m. mantenendo una distanza dal complesso dei crateri terminali e sub-terminali che assicura agli escursionisti un ragionevole livello di sicurezza. La pista prosegue discendendo sul versante nord fino al sentiero 724 che permette di raggiungere Piano Provenzana a quota di 1800 m s.l.m. Sul versante sud il percorso è stato soggetto a varie modifiche in diversi anni del Novecento, a seguito della formazione dei crateri avventizi, denominati Piano del Lago e Barbagallo, generati dalle eruzioni del 2001 e del 2002/2003 e dello scorrimento di colate laviche relativamente recenti. Il sentiero consente di visitare da distanza relativamente ravvicinata, il complesso costituito dalle due voragini sommitali (Cratere Centrale e Bocca Nuova) e dai due crateri sub-terminali (Nord Est e Sud Est). Sul versante nord, invece, consente di raggiungere, con una breve deviazione, i Pizzi Deneri a quota 2845 m s.l.m. e la sottostante Rocca della Valle a quota 2738 m s.l.m. che costituiscono degli straordinari punti di osservazione da cui si gode un ampio panorama sulla Valle del Bove e sulla soprastante Valle del Leone.

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720 / Grotta delle Palombe

È il percorso che deve compiere un escursionista che vuole percorrere il Sentiero Italia da est verso ovest transitando dall’Etna. Infatti, dopo essere scesi da Malvagna ed essere passati dalla minuscola e ordinata frazione di Verzella, ci si avvicina al massiccio vulcanico attraversando dapprima la Strada Statale 120 e successivamente, dopo essere entrati nel perimetro del Parco dell’Etna, la Strada Provinciale denominata “Quota 1000” a ovest di Monte Dolce (850 m s.l.m.). Il tracciato utilizza un’antica e pregevole mulattiera, e tramite essa risale fino a quota 1235 m s.l.m., dove incontra una stradella forestale. Imboccata quest’ultima si transita da una zona pianeggiante denominata Passo Silletta, nei pressi di Monte Pomiciaro a quota 1372 m s.l.m., dove si trovano due gruppi di ovili divisi in numerose camere separate da muretti costruiti con pietra lavica a secco. Infine, il percorso punta verso sud ancora su stradella forestale, passando dalla Casermetta di Grotta delle Palombe così chiamata per la vicinanza con la grotta omonima, di proprietà dell’Azienda Foreste Demaniali, per confluire a quota 1620 m s.l.m. sulla Pista Altomontana, costeggiando lingue di colate antiche. Se si decide di proseguire verso ovest lungo la pista è possibile raggiungere la Grotta delle Femmine.

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701 / Pista Altomontana

L’escursione nella Pista Altomontana resterà impressa nella memoria del visitatore del Parco come un’esperienza unica, ponendolo a contatto con un ambiente straordinario che offre una varietà stupefacente di paesaggi quali colate, coni secondari e avventizi e cavità laviche uniche nel loro genere. Il percorso si sviluppa all’interno del Demanio Forestale lungo una pista di servizio dell’Azienda Foreste ad una quota media di 1750 m s.l.m. Il sentiero, lungo i versanti occidentale e settentrionale del vulcano, propone all’escursionista un affascinante spaccato della natura e della biodiversità vegetale del Parco dell’Etna, dei suoi boschi, delle lave antiche e recenti del vulcano e dei suoi panorami più suggestivi. È percorribile in tutte le stagioni dell’anno, anche se in inverno, l’eventuale presenza di neve e/o di nebbia, comporterà un aumento del grado di difficoltà e, pertanto, la Pista andrà affrontata da persone esperte e adeguatamente attrezzate. Il percorso intercetta gran parte dei sentieri della rete sentieristica del parco. Diversi rifugi gestiti dall’Azienda Regionale Foreste Demaniali sono dislocati lungo tutta la Pista Altomontana, garantendo la possibilità di riparo agli escursionisti data la lunghezza e la durata del percorso.

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726 / Grotta dei Lamponi – Grotta del Gelo

Classico percorso utilizzato da generazioni di escursionisti per raggiungere il sito di un fenomeno naturale pressoché unico nel Mezzogiorno d’Italia, e cioè, una grotta al cui interno si mantiene, perenne, un accumulo di ghiaccio. La Grotta del Gelo, si trova a quota 2030 m s.l.m., in mezzo ad una distesa di lave prodotte da un’epica eruzione che durò ben dieci anni, dal 1614 al 1624 e si raggiunge mediante una traccia che si stacca a quota 1707 in località Passo dei Dammusi, lungo il sentiero 701. Il dislivello è pari a 323 metri e la lunghezza di circa 3800 metri. Il sentiero parte dalla Grotta dei Lamponi e costituisce il tracciato storico che porta alla grotta del gelo. Attraversa una serie di colate del 1614-24 costituite da lave toothpaste, phaoeoe e a lastroni. Un punto paesaggistico particolare è il cosiddetto Monte dei Morti, ovvero un tumulo, un rigonfiamento lavico caratterizzato da morfologie peculiari e uniche tra i prodotti vulcanici etnei. Questo tipo di sentiero offre un viaggio attraverso diverse morfologie di prodotti vulcanici, alternate ad attraversamento di piccole dagale costituite da faggi e qualche esempio di vecchi ovili. Il periodo migliore per l’escursione lungo il percorso risulta essere quello primaverile tra aprile-maggio.

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